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Errori di traduzione! Una questione comica ma anche tragica!

Traduzioni traditrici!

Quando siamo in vacanza ci focalizziamo normalmente sui paesaggi, sulle passeggiate bellissime lungo il mare, sulle attrazioni turistiche, sui ristoranti con vista mare, su GoogleMaps e l’orientamento, ma vi siete mai fermati a osservare cosa c’è scritto nei cartelli posti lungo la passeggiata che state percorrendo vicino alla spiaggia? Mentre state decidendo cosa mangiare per cena, sulla terrazza del ristorante, avete mai curiosato su come viene tradotto un determinato piatto in un’altra lingua? O come è stato tradotto nella vostra? Se ancora non l’avete fatto, sono certa che da ora in poi sarà per voi inevitabile prestare attenzione alle traduzioni che incontrerete. In queste situazioni come anche in altre, troviamo dunque piccoli, o grandi, errori di traduzione che ci incitano a cercarne degli altri e che ci fanno sorridere per la comicità dovuta al doppio senso creatosi durante le traduzioni. Qui di seguito ho trovato alcuni esempi divertenti che possono svegliare il vostro senso critico o semplicemente farvi divertire per la loro scorrettezza grammaticale o contenutistica.

Lascio a voi il commento riguardo a questi esempi e a ulteriori esperienze personali su questa sezione “divertente” dell’argomento.

 

La parola come mezzo e come fine!

Molto presto, guardando gli esempi sopracitati e aggiungendone degli altri di tipologia diversa, ci accorgeremo che dietro al semplice errore di traduzione si può nascondere una vera e propria realtà totalmente diversa da quella che il traduttore dovrebbe trasmettere. In una traduzione, ciò che viene scritto è il livello di comunicazione esplicita e dovrebbe corrispondere a ciò che viene comunicato, che è il livello di comunicazione implicita. “Ciò che viene scritto”, nel nostro caso “tradotto”, deve essere dotato di enorme precisione, accuratezza e appropriazione al contesto. Più esattezza si ha nella traduzione e maggiore sarà la possibilità di essere compresi dal lettore per il messaggio che dobbiamo davvero comunicare. Questa precisione tecnica dipende, naturalmente, da molteplici fattori. Si possono utilizzare anche le traduzioni automatiche ma devono essere fatte da machine di traduzioni affidabili e per maggior sicurezza prima della pubblicazione serve la revisione finale di una persona fisica, altamente qualificata dal punto di vista linguistico, con grande focalizzazione sulla pragmatica. Prossimamente verrà pubblicato un articolo al riguardo. Nel frattempo, per approfondimenti si possono consultare i seguenti argomenti: pragmatica, “How to do things with words” – J. L. Austin, “The cooperative principle” – P. Grice.

 Il rischio nell’utilizzo di parole inappropriate è quello di trasmettere un messaggio totalmente diverso da quello che è l’obiettivo. Questo può portare a conseguenze gravissime in ambito tecnico, dove una minuziosa e accurata traduzione non può lasciare spazio a disattenzione e superficialità. Per fare un semplice esempio, una errata traduzione riguardante un manuale d’istruzione di una affettatrice può far sì che la persona che la utilizza si tagli e finisca all’ospedale.

 

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum!

Nell corso della storia, l’errata traduzione ha portato a molteplici disagi che interessano la salute delle persone o avvenimenti catastrofici di tipo mondiale. Al riguardo si legga l’articolo “9 little translation mistakes that caused big problems”, dove vengono spiegati casi particolari come quello di un paziente in Florida in coma, accompagnato dalla famiglia in ospedale che prova a spiegare la sua situazione. Un membro bilingue traduce lo spagnolo “intoxicado” con l’inglese “intoxicated”, anche se in realtà, “intoxicado” ha come significato “avvelenato”, non “intossicato” da alcool o droghe. La famiglia dunque pensava che si trattasse di un avvelenamento da cibo e ha usato la parola “intoxicado”, mentre invece lui aveva un’emorragia intercerebrale. I medici si sono comportati come se si trattasse di una overdose di droghe (pensando all’errata traduzione “intoxicated”). In seguito a questo terribile sbaglio, il paziente rimase tetraplegico.

Un altro interessante punto di dibattito è l’articolo “111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondo”.

 

Lo sapevate che …

…anche la parola “tradurre” nasce da un fraintendimento?

Dopo questo climax ascendente in cui siamo partiti da un argomento meno impegnativo per arrivare, infine, a constatare la pericolosità dell’errata traduzione, vorrei concludere l’articolo con questa curiosità. Vi siete mai chiesti qual è la storia della parola “tradurre”? Pare che l’umanista Leonardo Bruni, traducendo “Le notti antiche” di Aulo Gellio, fraintese il latino “traductum”, che in latino voleva dire “introdotto” con “tradotto”. Dal suo errore, deriva dunque oggi l’italiano “tradurre”, lo spagnolo “traducir”, il francese “traduir”, il portoghese “traduzir” e il rumeno “a traduce”. (fonte: www.makaitalia.com maka language consuelting).

A voi appassionati di lingue, parole e traduzioni lascio lo spazio per commenti e domande.

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