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Le mie impressioni sulla prima conferenza digitale di tekom

La settimana scorsa si è svolta la conferenza annuale della tekom, la più importante kermesse mondiale sulla comunicazione tecnica, per la prima in modalità completamente digitale.

Se da una parte è stato comodo prendere parte al convegno da casa, dall’altra parte ovviamente è mancata l’interazione personale dal vivo. Questa considerazione vale, ovviamente, per tutti gli eventi. Meglio così? Non saprei. Di sicuro, è stata una necessità legata alla pandemia in corso. Spesso da una necessità contingente deriva un cambiamento, e da questo una tendenza che permane. I temi trattati principalmente in questa edizione mi fanno pensare che anche in questo caso sarà così.

Democratizzazione IT

Da una parte, l’esplosione della pandemia COVID è stato un primo driver “dal basso” per la diffusione di piattaforme per lo scambio e l’elaborazione di informazioni a distanza. Non potendosi più riunire dal vivo, chi era già solito condividere informazioni a distanza ha provato diverse piattaforme nuove, mentre chi non ha mai voluto aprirsi a queste tecnologie, come minimo ha partecipato ad una videochiamata con colleghi, partner, fornitori, clienti.

Dall’altra parte, i fornitori delle tecnologie performanti per la documentazione tecnica (sistemi terminologici, CAT e CCMS in primis) hanno mutato direzione: al posto di inserire nuove funzioni e puntare sulle performance, hanno reso stabili e facili i sistemi in modo da renderli sempre più user friendly e non solo appannaggio di specialisti e smanettoni IT.

Di conseguenza, la pandemia “spinge” i comunicatori tecnici verso la digitalizzazione sempre crescente e l’industria di settore li “tira” verso la semplicità d’uso, appiattendo la curva di utilizzo in modo democratico. Da qui il concetto che ho sentito da più parti di “democratizzazione IT”.

Soluzioni integrate out-of-the box

Nei primi anni 2000 sono andate di moda, specialmente in Italia, le soluzioni customizzate per la gestione del flusso documentale, per quanto riguarda tutto il ciclo di vita del prodotto. Non era raro farsi progettare da una software house un sistema per la creazione di cataloghi ricambi, sistemi terminologici, CCMS e altri “ponti” di collegamento fra questi e altri sistemi come ERP e PLM. Queste soluzioni si sono rivelate, con il tempo, inefficienti, antieconomiche e quindi, in ottica futura, fallimentari.

I grandi fornitori dell’industria della comunicazione tecnica hanno smesso di competere in modo frontale e diretto e hanno cominciato a mettere sul mercato soluzioni che si integrano in altri sistemi, non sono di partner tecnologici, ma anche competitor. Questo processo, di cui si ha traccia a partire dall’ingresso del consorzio IIRDS, è ormai arrivato a piena maturazione. Non posso immaginare come questa tendenza possa invertirsi. Anzi, posso ormai solo immaginare sistemi che si integrano in modo “nativo” e garantito dai diversi fornitori tecnologici.

Digital information twin e smart content delivery

Accanto al “digital twin”, ovvero il “gemello digitale” di un prodotto, che la tecnologia CAD / ERP / PLM sta rendendo sempre più facile costruire, si è sviluppato il concetto analogo relativo alla documentazione di prodotto.

Con un Digital Information Twin, le informazioni tecniche e di servizio di alta qualità su un prodotto, una macchina o un impianto vengono memorizzate centralmente e in modo permanente in un’unica piattaforma e messe a disposizione degli utenti in modo digitale.

Questo concetto si applica all’intero ciclo di vita del prodotto, dalla descrizione del primo draft di progetto all’elenco delle parti di ricambio dopo 20 anni di utilizzo.

Grazie alla crescente integrazione fra i vari prodotti, è possibile collegare queste informazioni tramite un server di smart content delivery alle piattaforme più utilizzate dagli utenti finali: pc, tablet, smartphone, realtà aumentata, e qualunque altra tecnologia prenda piede, utilizzando gli stessi protocolli di interscambio.

E quindi mettere finalmente l’utilizzatore finale al centro del processo.

Il nostro partner Quanos

In questo contesto, non ho potuto che rallegrarmi dell’evoluzione di SCHEMA, nostro partner tecnologico da anni. Con l’acquisizione di TID Informatik e Docware, l’azienda cambia nome ma soprattutto filosofia adattandosi al meglio ai trend e agli sviluppi che ci aspettiamo da un fornitore di tale portata.

Sarà presto possibile integrare SCHEMA ST4 con le altre soluzioni per la gestione dei cataloghi e dei ricambi, e creare una repository unica consultabile da clienti e utilizzatori finali tramite una nuova versione di SCHEMA CDS (Content Delivery Server) che attendiamo nei prossimi mesi. Nel primo trimestre del 2021 sarà annunciata la roadmap che porterà a questo risultato.

In qualità di partner sul territorio, saremo al centro di un grande cambiamento che non potrà che allargare gli orizzonti dell’industria italiana, in particolar modo dei costruttori di quei prodotti di largo utilizzo e destinati a diverse categorie di consumatori.

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