Terminologia

Lessicologia vs terminologia

Accezioni e utilizzi nell’ambito delle traduzioni

La realtà è costituita da oggetti materiali e astratti che riconosciamo, cataloghiamo e interpretiamo attraverso costruzioni mentali. Poiché tutti adeguiamo il mondo degli oggetti da noi percepito attraverso il contatto con il nostro mondo mentale, si può dire che ogni gruppo sociale, settore specialistico e addirittura ogni individuo in un certo senso crea la sua realtà. Queste conoscenze sono organizzate in reti di concetti. Per comunicare queste reti di concetti ad altri ci serviamo di termini.

È stato calcolato che l’insieme delle conoscenze umane raddoppia circa ogni cinque anni e questo periodo tende ad accorciarsi sempre di più. Tutti i giorni esperti, tecnici, studiosi, scienziati e autori sparsi per il mondo coniano nuovi termini specialistici per denominare oggetti, fatti e concetti astratti. Ne facciamo esperienza tutti, quotidianamente.

La terminologia, nell’accezione generica della parola, è lo studio dei termini, cioè delle parole e delle parole composte utilizzate in contesti specifici.

Il thesaurus (o tesauro o tesoreria) è il lessico dei termini relativi a un ambito generale o specifico di conoscenze, collegati tra loro in una rete gerarchica e relazionale. Il termine ha anche il significato di vocabolario.

Possono sembrare sinonimi, ma non lo sono. Diciamo che cambia il punto di vista.

La lessicologia è lo studio del lessico, dell’insieme delle parole e delle locuzioni di una lingua o di un ambito particolare, in tutte le sue forme. Studia, registra e descrive le parole e i termini.

La terminologia, invece, è la disciplina che studia sistematicamente i concetti e le loro denominazioni, cioè i termini, in uso nelle lingue specialistiche di una scienza, un settore tecnico, un’attività professionale o un gruppo sociale, con l’obiettivo di descriverne l’uso corretto.

Dizionario

La terminologia e la traduzione

La terminologia orientata verso la traduzione ha introdotto l’attività terminologica di grandi organizzazioni e di servizi di traduzione, e portato alla creazione di banche dati terminologiche come TERMIUM e IATE. Quest’ultima ha essenzialmente le seguenti funzioni:

  • Descrizione sistematica dei termini in una o più lingue;
  • Diffusione delle conoscenze tecniche attraverso risorse terminologiche strutturate quali schede terminologiche, glossari e termbase;
  • Definizione di norme sull’uso dei termini ed elaborazione di norme terminologiche e tecniche.

Molto stretto è il rapporto tra la terminologia e la traduzione, dato che la qualità di una traduzione specializzata dipende molto dal grado di equivalenza e di adeguatezza della terminologia utilizzata. In questi casi si parla di terminologia bilingue o multilingue. Infatti, per realizzare una traduzione di qualità, il traduttore deve usare un lessico coerente e conforme a quello normalmente utilizzato dal cliente o nel settore di interesse. Inoltre, in questo modo la traduzione stessa potrà essere considerata un riferimento per i lavori successivi. Un’accurata attività terminologica quindi non solo assicura la qualità della traduzione, ma ne riduce sensibilmente i tempi. Essa rende, infatti, più veloci sia la ricerca dei termini da utilizzare sia il controllo qualità del testo tradotto, e pertanto contribuisce ad aumentare la produttività e a ridurre i costi.

Chi impara una lingua spesso conosce circa 2000 parole. Nella lingua di tutti i giorni utilizziamo circa 5000 parole. Ne usiamo raramente altre 2000, mentre il totale di quello che chiamiamo il lessico comune, cioè tutte le parole usate, anche solo sporadicamente, nella comunicazione quotidiana ammonta a qualche decina di migliaia di unità. Un normale dizionario di lingua di circa 100.000 – 140.000 lemmi contiene quindi molte parole non conosciute o non utilizzate dalla maggioranza dei parlanti. Tuttavia, l’insieme delle parole e locuzioni possibili, utilizzate da qualche parlante o qualche comunità di parlanti è di molte volte superiore. Il totale dei termini utilizzati nei diversi linguaggi speciali è quello di decine di milioni, senza contare i nomi dei prodotti: altri milioni. Questo è chiamato lessico specialistico.

I linguaggi speciali possono essere ulteriormente distinti in linguaggi tecnico-scientifici (usi linguistici che tendono al massimo grado di univocità) e linguaggi settoriali (usi linguistici che appartengono a gruppi sociali e cerchie professionali riconoscibili).

Oggi oltre ai linguaggi speciali delle discipline tecnico-industriali, la normazione terminologica è estesa anche ai linguaggi speciali di molte discipline scientifiche, umanistiche, giuridiche, sociali, aziendali e commerciali.

La lessicografia è la disciplina che si occupa di redigere dizionari o lessici, attraverso la raccolta, classificazione e la definizione delle parole, che vengono riassunti in singole voci sotto forma di lemmi. Essa si interroga sul significato delle parole, delle locuzioni o dei termini. Quando ha come oggetto i lessici specialistici o tecnici, si parla di lessicografia specializzata.

La terminografia è invece l’attività che, applicando i principi e metodi della terminologia, si occupa della registrazione, elaborazione e presentazione dei dati terminologici, acquisiti mediante la ricerca terminologica. Essa si interroga invece, su come sono o dovrebbero essere denominati determinati oggetti concreti o astratti.

Inoltre, oggi, tutti i programmi di traduzione assistita (CAT) permettono agli utenti di importare o creare proprie banche dati terminologiche e lessicografiche da consultare autonomamente o da poter utilizzare con i diversi programmi di traduzione.

Testi tratti da “Cos’è la terminologia e come si fa un glossario” di Hellmut Riediger

Scritto da Verena Kristin Bickel con la collaborazione di Miriam Trombi – Project Manager presso l’azienda Because italy

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